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VIDEO di Mauro SCIAMBI:Calcata vista da un drone    

CALCATA, arte
A Calcata molti creativi hanno i loro studi: sono pittori, scultori, grafici, operatori culturali, musicisti, attori. Le tendenze e le ricerche sono diverse e sono presenti varie espressioni artistiche, da quelle figurative e quelle astratte, da opere realizzate con tecniche vicine alla natura e all'ambiente, alla fotografia e alla video-arte. Non mancano ricerche che usano strumenti collegati con le più moderne tecnologie.

Tutto ciò fa di Calcata una "straordinaria anomalia”: un borgo medievale che contiene, in un piccolo e suggestivo spazio,  un’altissima concentrazione di artisti.
Tale caratteristica, che forse non ha pari in tutta Italia, va salvaguardata e promossa.
La storia, l’ambiente e il ”profumo” di arte e di cultura fanno di Calcata un esempio unico, un modello di villaggio ideale che dobbiamo custodire perché continui ad essere un prezioso patrimonio per tutti.
Calcata è piena di energie nascoste che vanno scoperte e vissute con interesse e passione.
Un caloroso benvenuto a tutti coloro che verranno a trovarci a Calcata

CALCATA, breve storia del borgo
Dopo il terremoto di Messina del 1908 alcuni borghi vengono giudicati poco sicuri e, nel 1935, una legge decreta l'abbandono e la demolizione delle case di borghi ritenuti a rischio. Anche Calcata è tra questi e deve essere abbandonata dai suoi abitanti. Una Calcata Nuova inizia a vivere poco distante. Ma la Calcata medievale non muore. Nei primi anni '60 inizia una nuova era per questo stupendo piccolo borgo che diventa qualcosa di diverso: un luogo d'incontro tra persone che, come dice Paolo Portoghesi, uno dei primi scpritori del borgo, "sentono i fattori negativi dell'ambiente urbano, persone interessate alla cultura e che apprezzano ciò che è piccolo, in scala umana". Perizie geologiche hanno confermato la solidità della rupe ed il borgo ha riottenuto l'abitabilità.

Calcata è di origine falisca. Costruita su uno spettacolare sperone tufaceo, è nel Parco Regionale della Valle del Treja, in provincia di Viterbo a circa quaranta chilometri da Roma in una zona abitata fin dalla metà del II millennio a.C.
Sui colli intorno a Calcata e soprattutto su Narce, Pizzo Piede e Monte Li Santi, scavi archeologici hanno individuato tracce di un grande abitato falisco che ebbe la sua massima fioritura tra il VII e il VI secolo a.C. I falisci era una popolazione italica connessa con il mondo etrusco ed aveva come capitale Faleri Veteres, l'odierna Civita Castellana. Nel 241 a.C. Tutta l'area passa sotto la dominazione romana.

Il borgo, come si può ancora oggi vedere, conserva una struttura medievale. Fu feudo degli Anguillara, dei Sinibaldi e, infine, dei Massimo.
Nella chiesa al centro del borgo, fino a pochi anni fa, veniva custodita una sconcertante reliquia del mondo cristiano, il “Prepuzio di Gesù”. La tradizione parla di una reliquia portata da Gerusalemme ad Aquisgrana da Carlo Magno e, da questi, donata a papa Leone III. Il lanzichenecco, che l'aveva trafugata durante il sacco di Roma del 1517, prima di morire nei pressi di Calcata, confessa il furto, la reliquia viene recuperata e portata in dono a Maddanena Strozzi, moglie di Flaminio Anguillara.
 

La reliquia da qualche anno è misteriosamente scomparsa, forse rubata, probabilmente messa da parte dal Vaticano.
Pereyfitte, nel suo libro del 1954, "Le chiavi di San Pietro", parla del viaggio a Calcata di un padre francese temporaneamente a Roma, e ci descrive in maniera molto realistica sia il borgo che la reliquia.
Nel borgo, che è visitabile solo a piedi e nel quale si entra attraverso una doppia porta ed una strada in salita, non vi sono edifici importanti o grandi opere d’arte ma l’insieme è unitario e armonico. Le vie che si irradiano dalla lunga piazza, che è il centro del vissuto collettivo e il punto di ritrovo nel quale si è allo stesso tempo spettatori e attori, portano tutte verso gli strapiombi della rupe. Al di sotto del livello delle stradine e delle piazze molte case hanno grotte spesso anche a più piani sotterranei. Sono depositi, cantine e, a volte, tombe e antichi luoghi di culto.
Il visitatore non deve vivere frettolosamente Calcata ma entrare negli studi e nelle botteghe, parlare con la gente, affacciarsi agli strapiombi, sedere sui lunghi sedili di pietra della piazza e fare escursioni nella sottostante Valle del Treja, il fiume che, tra noccioleti e lecci, circonda il borgo .
Vi sono anche molti ristoranti che offrono dell’ottimo cibo in spazi caratteristici, bar e sale da the accoglienti.

Partendo da Calcata vi sono molti sentieri percorribili a piedi all’interno del Parco della Valle del Treja. Per informazioni e visite guidate rivolgersi a Teresa Di Cosimo: tel. 0761 588885. Tel. mobile 338 5064584.  E-Mail thesan@hotmail.it. 

Come arrivare a Calcata.
Da Roma: GRA-Cassia bis (Veientana) - Uscita Mazzano e proseguire per Calcata.
Da Nord: Autostrada del Sole - Uscita Magliano Sabina, proseguire sulla Flaminia verso Roma e prendere (al Km 47) a destra per Faleria e Calcata.

Per altre informazioni su Calcata consultare anche il sito: WWW.Calcata.Info
Questo sito è stato curato da Giovanni Carpentieri: giocarpentieri@libero.it. e www.giovannicarpentieri,com